Le manifestazioni rupestri della Valmarecchia

Tra le numerose peculiarità che contraddistinguono la Valmarecchia, ve ne sono alcune che da sempre suscitano grande interesse e curiosità, sia per gli abitanti che per i frequentatori della valle. Nell’ambiente in gran parte boschivo che ricopre il territorio, in contesti ambientali molto spesso impervi e lontano dai centri abitati, può capitare di imbattersi in quelle che vengono definite manifestazioni rupestri, ovvero tutte quelle manifestazioni di origine antropica, come graffiti, incisioni o semplici segni, apparentemente privi di significato, fino ad arrivare ai monumenti litici, che sono ricavati sulla roccia. Tra questi meritano una particolare citazione quelle che localmente sono conosciute come “vasche (o “are”) sacrificali”, ovvero le vasche rupestri.

Vasca a Torricella

In un areale relativamente ristretto dell’alta valle, da San Marino fino a Badia Tedalda, si concentrano in un numero significativo questi manufatti, costituiti da escavazioni di forma e dimensioni varie, ricavate o in affioramenti rocciosi o in massi erratici. Tali escavazioni, le cui origini risalgono all’epoca pre-protostorica, sono volte principalmente a contenere liquidi, anche se le reali funzioni per le quali siano state prodotte rimangono ancora non del tutto definite, sebbene siano tutte riconducibili o all’ambito cultuale-religioso (per vari tipi di riti propiziatori) o a quello produttivo (per la produzione del vino, dell’olio, per la concia delle pelli, per la produzione della calce, ecc.).

Vasca San Paolo

Osservando nel complesso tutte le vasche rupestri marecchiesi e quelle presenti in tutto il territorio italiano, si distinguono tre diverse tipologie, dettate esclusivamente dalla loro morfologia: vasche singole (una singola escavazione ricavata su un affioramento o masso), come il cosiddetto “letto di San Marco”, sul Monte San Marco, nel comune di Montecopiolo, ad una altitudine di 1100 metri; vasche plurime (due o più escavazioni nella stessa roccia), come l’interessante “ara sacrificale” di Torricella nel comune di Novafeltria; vasche aperte (escavazioni senza un bordo contenitivo), come lo spettacolare “letto di San Paolo” nei pressi di Maiolo.

Massimiliano Battistini

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