Visioni, paesaggi, miraggi, materie

La collettiva d’arte in esposizione al Museo Comunale Alta Valmarecchia Toscana fino al 24 settembre

Dal mese di luglio si è aperta una collettiva d’Arte presso il Museo Comunale Alta Valmarecchia Toscana, gestito dalla Pro Loco di Badia Tedalda, che resterà aperta fino al 24 Settembre 2019.

Gli artisti che espongono le loro opere sono Katrin Grote, Valter Cemonin, Andrea Dominici, Loretto e Pierluigi Ricci.

Esperienze diverse nel campo dell’arte figurativa che confluiscono spesso in un’unica strada.

Katrin Grote è un’artista di Berlino che ama l’Italia da sempre, vive tra la Germania e Cortona. Le sue sono opere in cui il colore assume un ruolo di primo piano: grandi campiture costellate, a volte da segni calligrafici che danno origine a quelli che lei chiama ritratti di paesaggio e, insieme, momenti di stato d’animo, scritture interiori.

“Fertili terre” e ai lati “Ritratti di paesaggi” di Katrin Grote

Valter Cemonin nasce a Venezia e si trasferisce in Toscana giovanissimo. Lui parte dall’iconografia orientale, dalle grandi pale o icone del Monte Athos in Grecia, dove da giovane ha studiato. Ora la sua ricerca si orienta verso il recupero di vecchie stoffe, frammenti di materie che combinate fra loro creano misteriosi e magici effetti-miraggi.

Andrea Dominici rievoca la nostra storia con la tecnica pittorica sottile e raffinata da cesellatore orafo. Vasi etruschi al cui interno vi sono raffigurate divinità o storie di ogni giorno: sono questi il segno ed il percorso che lo caratterizzano ormai da molti anni.

Statua di Loretto Ricci

Infine io e mio fratello, Loretto Ricci, originari di questa montagna. Loretto con la tecnica del fuoco su materiali prevalentemente legnosi origina espressioni animali. Di quel mondo animale che sempre più schiacciato dallo strapotere di noi “umani” rischia di scomparire. Io vi presento alcuni dei miei ritratti paesaggistici colti durante lo scorrere delle stagioni e del tempo. Quello che più conta secondo me è confrontare le nostre esperienze personali e professionali dentro la cornice di un paesaggio che, grazie al lavoro di tanti che amano e rispettano la natura antica e amica del nostro appennino, risulta incontaminato e suggestivo.

Pierluigi Ricci (del Poggio)    

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