Il Parco Storico della Linea Gotica di Badia Tedalda: un cantiere aperto

Carta Generale del Parco

Era la fine di aprile del 2011 quando per la prima volta passammo – in bici – a Badia Tedalda.

 Stavamo concludendo La Staffetta della Memoria, una manifestazione tra i cui scopi c’era – e c’è ancora – il desiderio di rendere omaggio, in una sorta di pellegrinaggio laico, a chi oltre settant’anni fa ha combattuto e dato la vita per far prevalere quei valori che sono diventati il basamento della Costituzione italiana.

 Non lo sapevamo ancora, quel giorno. Ma l’incontro con la Pro Loco – e le prime notizie che assumemmo in quella grigia mattina di pioggia sulla possibilità che vi fossero resti della Linea Gotica nei dintorni – avrebbe rappresentato il punto di inizio di un “percorso” lungo ed intenso, da cui sarebbe nato il Parco Storico della Linea Gotica di Badia Tedalda. 

 Scriviamo percorso tra virgolette, perché è difficile trovare una parola in grado di tenere insieme tutto quel che c’è stato dopo quel giorno, dal 2011 ad oggi.

Campo Lavoro di Volontariato Giovanile. Luglio 2012

 Ricerche sul campo, ricerche sui documenti, lavori (scavi, pulizie di sentieri, produzione della segnaletica, e così via). Ma soprattutto incontri. Incontri con tante persone del posto che ci hanno raccontato le loro storie o quelle dei loro familiari. E che ci hanno così consentito di costruire un piccolo ma significativo “archivio di memorie locali” rispetto all’epoca dell’occupazione nazifascista e del passaggio del fronte.  

E’ proprio dalla considerazione di tale ricchezza di emergenze materiali ed immateriali che è nata l’idea del Parco (i soli “resti” sul terreno rinvenuti, misurati e mappati con le varie campagne di ricerca, ammontano a oltre 250 unità sparse in un’area molto vasta compresa nei comuni di Pieve Santo Stefano, Badia Tedalda e Sestino). 

Ecco allora i primi riconoscimenti: della Regione Toscana, della Provincia di Arezzo, del Comune di Badia Tedalda.  E le prime collaborazioni scientifiche, con l’Istituto di Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Arezzo, con l’Istituto Regionale di Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche. In seguito ne verranno altre, con docenti universitari di varie facoltà italiane.

 Ed ecco anche le prime infrastrutture. Per consentire ai visitatori di muoversi nel Parco, sono stati creati una serie di itinerari a piedi e in bicicletta, grazie ai quali è possibile raggiungere pressoché tutti i principali siti in cui sono ancora presenti i resti delle fortificazioni. Tali itinerari –  le cui descrizioni e le cui mappe sono scaricabili dal sito web dedicato al Parco – possono essere percorsi con facilità grazie alla rete di sentieri già esistente e in via di perfezionamento, con segnalazioni in loco e tabelle che aiutano il visitatore a raggiungere e prendere visione dei resti di ogni sito (su richiesta, inoltre, gli operatori del Parco sono a disposizione per accompagnamenti e visite guidate).

Escursione guidata. Luglio 2012

Parallelamente alla valorizzazione dei siti sparsi sul territorio, presso il Centro Visite dell’Alpe della Luna, è stato allestito uno spazio con pannelli e desk multimediale per offrire un primo punto di riferimento e informazione sui luoghi interessati dalla Linea Gotica e la storia del periodo.  

E poi sono decollate le altre attività: servizi specifici per associazioni, scuole e gruppi giovanili, con proposte didattiche di vario genere, iniziative ed eventi atti a valorizzare tanto le memorie locali, quanto gli aspetti storici legati alla Linea Gotica, come il ciclo di conferenze-spettacolo “Storie di fronti e frontiere”. 

 Infine gli ultimi lavori in corso: la creazione di un facile itinerario nei pressi del paese con postazioni ricostruite, la realizzazione di un docu-film sulla Linea Gotica, la creazione di filmati ad hoc sui vari siti. E, non ultimo, il collegamento con le altre realtà poste nelle immediate vicinanze: a est l’area del Parco del Sasso Simone e Simoncello, a ovest l’area del Parco del Casentino, collegamento che si inserisce come iniziativa pilota nel più vasto progetto del “Cammino della Linea Gotica“. Un grande progetto, che abbiamo ideato e curato nei minimi particolari, per consentire di attraversare la penisola dal Tirreno all’Adriatico seguendo il filo conduttore della storia e degli eventi accaduti lungo il crinale appenninico tra Toscana, Emilia Romagna e Marche.

Casamatta sotteranea. Montebotolino – interno

Molta carne al fuoco, dunque. E al riguardo, è anche importante sottolineare che dal 2011 ad oggi abbiamo prestato la nostra opera sostanzialmente in termini di volontariato; laddove siamo riusciti a recuperare dei fondi vincendo dei bandi di gara, li abbiamo lasciati utilizzare alla Pro Loco per le spese necessarie ai vari allestimenti. Ecco spiegato perché il lavoro di “costruzione” del Parco procede, per così dire, a piccoli passi.    

Fin qui alcune succinte notizie sul Parco Storico della Linea Gotica di Badia Tedalda; ma in quest’occasione ci sembra prioritario non dimenticare – e ringraziare – tutte quelle persone che, in vario modo hanno dato una mano. Non citiamo tutti i nomi, perché rischiamo di dimenticare qualcuno, e sarebbe ingiusto.  Ma possiamo dire che per ogni piccolo “segmento” di lavoro – dai contatti con le persone alle esplorazioni, dalle pulizie ai ripristini, dalle tabellazioni alle stesure di testi, dal sito web alle traduzioni, e così via – quasi sempre c’è stato qualcuno che ci ha fornito un po’ d’aiuto. Sarebbe altrettanto ingiusto però non citare almeno Fulvio Piegai, che oltre al ruolo che svolge come Presidente della Pro Loco di Badia Tedalda continua a contribuire personalmente in maniera sostanziale. Senza di lui tutto questo non sarebbe esistito!

Pulizia trincea Montebotolino. Agosto 2013

Il Parco, ad oggi, è un cantiere aperto. E lo sarà ancora a lungo. Ecco, la nostra speranza è proprio questa: che andando avanti vi sia sempre più gente (in primis di Badia Tedalda ma anche di altra provenienza: non conta l’origine!) che abbia voglia di prendersene cura, magari anche per una quota molto piccola, molto parziale. Perché un fatto è certo: il Parco ha ricevuto un impulso iniziale da parte nostra e della Pro Loco, ma potrà continuare a crescere e vivere solo se sarà riconosciuto come una risorsa della comunità locale.  E non ci sembra, questa, un’idea insensata: grazie al Parco si valorizzano anche altri aspetti della cultura, del paesaggio, dell’ambiente di questo lembo di terra toscana ai confini con le Marche e con la Romagna. 

Andrea Meschini e Doriano Pela

(Cooperativa sociale Costess e Associazione Fuori dalle Vie Maestre)

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