Millennials & Generazione Z

Chi vive in montagna, in realtà piccole e lontane dai medio-grandi centri urbani si sente spesso domandare come sia possibile abitare queste zone. “Ma come fate con la spesa?” “Come fate con il lavoro?” “Ma nel tempo libero?” “E i bambini… con la scuola?”. Beh, raccontare che sia tutto semplice e che le difficoltà non esistono sarebbe una grandissima menzogna ma del resto non credo che vivere nel bel mezzo di Milano o di qualsiasi altra città sia facile; i problemi che la routine ci obbliga ad affrontare non badano di certo a quale sia la nostra residenza, anche se, naturalmente, si presentano questioni diverse per habitat diversi. Ciò che però non riesco a comprendere è lo sconcerto che alcuni provano di fronte alle persone che scelgono di rimanere o vogliono costruire il loro futuro qui a Badia (come esempio per una qualsiasi altra realtà dell’Appennino). Mi sorge spontanea ogni volta la domanda: “Perché no, invece?”. In alcuni articoli delle pagine precedenti avete letto come era davvero difficile vivere in montagna fino a solo 50/60 anni fa, quando i mezzi di trasporto erano praticamente nulli o comunque privilegio di pochi e spostarsi anche solo da una frazione all’altra era una sorta di missione dettata dalla necessità… ma oggi? E soprattutto un domani? Chi è bambino oggi e vive lontano dai centri commerciali, dagli store di GameUp/GameTekk/GameStop e chi più ne ha più ne metta, da MediaWorld e dagli AppleStore cosa pensa al riguardo?

Paesaggio innevato. Foto di Graziella Novelli

Le voci del futuro

Mi chiamo Leonardo Rossi, ho 12 anni e vivo in una piccola frazione del Comune di Badia Tedalda.

Io adoro vivere qui, perché si gode di aria buona e tranquillità ed è un bel paesino anche se molto piccolo ma grazie a questa caratteristica ci conosciamo tutti e si vive bene perché l’amicizia unisce gli abitanti.

Nonostante il numero di persone si aggiri a cinquanta, si riesce ancora ad organizzare le tipiche feste di paese e vari pranzi o cene così che il paese possa mantenere sempre vitalità e allegria.

In questi ultimi anni sono state ristrutturate diverse case; insieme a queste stanno ricostruendo la salita alle case popolari per abbellire il paese; e questo è un bene sia per gli abitanti che per i turisti perché è più bello vedere un paese tenuto bene, che una frazione trascurata.

D’estate la popolazione aumenta grazie alle persone che vengono in villeggiatura da varie parti d’Italia (Roma, Milano, Bologna, Firenze) e del mondo (Belgio, Irlanda, Cuba). Per me l’estate è la stagione più bella perché trascorro le giornate con gli amici giocando nel campetto a calcio o andando in bicicletta, e le serate a giocare a nascondino senza avere troppa preoccupazione per i compiti da fare per il giorno dopo.

Da qui passano camminatori, ciclisti e motociclisti a cui piace attraversare i bellissimi sentieri e godersi straordinari paesaggi. I principali sono Le Paiole e Montebotolino.

Le giornate durante la restante parte dell’anno trascorrono tra scuola e attività extra-scolastiche tra cui la mia preferita è il calcio che pratico a Pieve Santo Stefano.

Per andare a scuola abbiamo il pulmino che ci viene a prendere e ci riporta a casa sia nelle giornate a tempo pieno sia in quelle in cui rientriamo prima.

La scuola a Badia è dotata di strumenti tecnologici quali tablet, computer e lavagne interattive multimediali (LIM) che rendono lo studio più piacevole e divertente.

La struttura è inoltre fornita di una cucina e di una sala da pranzo che offre il servizio mensa per le giornate a tempo pieno.

Essendo io un giovane abitante di questo piccolo Comune vorrei che un giorno riuscissimo ad avere la stessa quantità di persone in tutte le stagioni in modo che possano crescere tutte le attività che svolgiamo durante tutto l’anno. Vorrei quindi riuscire a mantenere vive le iniziative già presenti e magari farne partire di nuove.

Leonardo Rossi

Immagine in copertina: “Le paiole” di Riccardo Gabrielli

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