Un lockdown a Badia, tra scoperte e meraviglie della natura

Il 2020, anno assai particolare, iniziato nei peggiori dei modi. Sentivamo spesso parlare di un virus che circolava in Cina. Un virus, di cui nessuno aveva conoscenza. Inizialmente l’idea era che non si sarebbe evoluto progressivamente fino ad arrivare in Italia e in altri paesi, ma in pochissimo tempo venne annunciata dall’OMS la “PANDEMIA”. L’Italia entra in lockdown. 

Vivo a Badia Tedalda, un comune montano a 700m s.l.m, capoluogo dell’Alpe della Luna. Il Covid-19 comincia duramente a colpire il territorio italiano, e improvvisamente anche nella piccola comunità di Badia Tedalda, compresa la frazione Ponte Presale, località del comune di Sestino, scoppia un focolaio. Il sindaco di Badia Tedalda, nonostante l’Italia fosse già in lockdown, adottò misure ancora più restrittive per quanto riguarda il nostro paese, emanando un’ordinanza comunale, la quale impediva di uscire dalle proprie abitazioni. Per tale motivo era stato attivato un servizio di sostegno alla popolazione, grazie alla Misericordia e ai commercianti locali.

I giorni passavano seppur lentamente con i dati giornalieri in netto peggioramento; alla radio, televisione, e sui social, esisteva solo la parola “Covid-19”. Veramente tutto sconcertante, il mio morale era ancor più basso.

Sebbene le pessime notizie, creassero in me un calo di umore, sconcerto, solitudine, avevo il bisogno di trovare un diversivo che mi aiutasse a migliorare il mio stato d’animo. Guardando un libro sulla natura, riguardante Badia Tedalda e zone limitrofe, mi sono armata di buona volontà e con il desiderio di conoscere i miei luoghi mi sono messa in cammino alla scoperta di un territorio che fino al momento conoscevo solo perché ne parlava mio padre o leggendo alcune pubblicazioni locali. Quindi mi sono “armata” di zaino, scarponi, cartina,  idoneo abbigliamento e mi sono messa alla scoperta di questi luoghi. Camminando, camminando ho incontrato queste bellissime località: Pianeri, Gorgoscura, Breccia, Sbocco del Bucine, Dogaia, Monterano, Monte dei Frati, la Ripa, il Ciocco, Poggio delle Ciavattine, Val della Scuglia, Sasso di Cocchiola, tanto per citarne dei più rinomati. Fortunatamente, ho trovato un periodo con tanto sole e temperature primaverili che mi hanno messo ancora più entusiasmo e voglia di scoprire nuovi paesaggi. 

Dopo una sofferenza andata avanti per qualche mese, barricata in casa come tante altre famiglie, ripensavo a quanto sono fortunata a stare in un paese nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo, tra natura, aria fresca, profumo di fiori, animali e bellezze incantevoli: niente di più bello. C’è gente che purtroppo vive in grandi palazzi e condomini, senza poter prendere una boccata d’aria pura e pertanto mi ritengo davvero soddisfatta. 

Posso dire che è stata un’esperienza di certo strana, ma molto positiva. Augurando che l’emergenza sanitaria finisca al più presto, il consiglio che do a tutti quanti, uscite! Vivere qui ci permette di uscire rispettando con facilità le regole di distanziamento con la mascherina sempre a portata di mano: una passeggiata rilassante aiuta molto l’organismo, togliendo dalla mente brutti ricordi riguardo al periodo attuale,  ed inoltre vi migliora e vi dona benessere. 

Lucrezia Serafini

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