Un prezioso dipinto restaurato a Badia Tedalda

Il 23 novembre 2019, in una delle ultime manifestazioni pubbliche prima
della pandemia, ebbe luogo nella bella cornice del Museo comunale dell’Alta Valmarecchia Toscana di Badia Tedalda, la presentazione dell’avvenuto restauro della Madonna del Conforto di Montelabreve, dipinto che dopo una lunga assenza dal territorio comunale tornò finalmente laddove era stato concepito. Si tratta, per quanto noto, dell’unico esempio di devozione alla Madonna del Conforto in alta val Marecchia, culto importato dalla città di Arezzo dove l’immagine sacra era considerata miracolosa e protettrice dai terremoti fin da quello disastroso del 1796. Anonimo risulta l’autore che la dipinse firmandosi Giuseppe ma che, quasi per gioco, coprì abilmente con un risvolto di pergamena dipinto, gran parte del proprio cognome, che inizia con la M e finisce con NI.

Particolare – firma misteriosa

Il debole indizio lascia comunque aperta la speranza per future ricerche che possano, ci auguriamo, appurare l’identità del misterioso pittore. Fortunatamente sopra la propria firma lasciò scritte altre importanti notizie: D.NUS MARSILIUS LAZZARINUS HUIUSCE PAROECIAE RECT. SUO CONFECIT AERE ANNO DIMINI 1819.
Conosciamo perciò la data di esecuzione, il 1819 e colui che commissionò
l’opera, don Marsilio Lazzarini parroco di Montelabreve, frazione oggi come allora isolata e difficile da raggiungere nel cuore verde dell’Alpe della Luna.

Presentazione quadro


Una tela di buona fattura, ricca di sante figure ai piedi della Madonna del
Conforto: da sinistra a destra si riconoscono san Matteo, san Vincenzo Ferrer, san Martino vescovo, titolare della chiesa, san Francesco di Paola, santa Veronica Giuliani, san Luigi Gonzaga, san Tommaso Becket e sant’Antonio da Padova. Il dipinto, un tempo collocato nella chiesa parrocchiale di San Martino, era oggetto di grande devozione da parte della popolazione locale, compreso il figlio più illustre di questa remota località, monsignor Ermenegildo Ricci, missionario e martire in Cina. E proprio la ricorrenza della sua morte, avvenuta il 23 novembre 1931, fu scelta per svelare al numeroso pubblico intervenuto il dipinto magistralmente restaurato e riportato ai vividi colori e ai giochi di luce di un tempo da Stefania Bernardini, valente restauratrice di Rofelle.

Quadro in fase di restauro

Purtroppo la chiesa di San Martino, complice lo spopolamento della montagna, versa da decenni in stato di abbandono, senza più copertura e avvolta da rovi, motivo per il quale il quadro, anni addietro, venne trasferito, cadendo nell’anonimato, nella sede vescovile di Sansepolcro. Una volta restaurato si è scelta quindi una nuova sede espositiva, individuata nella cappella della residenza per anziani di Badia Tedalda. Un’opera d’arte e un pezzo di storia del territorio che non solo torna nella disponibilità della comunità, motivo stesso della sua esistenza, ma che arricchisce anche quell’offerta turistica, ancora tutta da scoprire, fatta non solo di natura incontaminata e di paesaggi che scuotono l’animo, ma anche di arte e di antiche chiese custodi di inaspettate e pregevoli opere. Per chi, incuriosito, volesse approcciarsi alla Val Marecchia Toscana, merita senz’altro una visita proprio il piccolo ma interessante Museo Comunale di Badia Tedalda, pronto a svelare i segreti di questa terra di confine tra diverse regioni e madre del fiume che plasma l’intera valle da Pratieghi a Rimini.

Massimo Gugnoni

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